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Un’amministrazione autorevole, efficiente, trasparente e dialogante è alla base del buon funzionamento di ogni ordinamento democratico.

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presentazione

Al servizio dei cittadini, al servizio del Paese
Un’amministrazione autorevole, efficiente, trasparente e dialogante è alla base del buon funzionamento di ogni ordinamento democratico perché, attraverso essa, trovano risposta le domande dei cittadini, sono garantiti i loro diritti e insieme la coesione sociale, vengono poste le basi per lo sviluppo e la crescita complessiva del paese. È infatti dal buon andamento dell’amministrazione che dipende la concreta attuazione delle politiche pubbliche e, quindi, la qualità di servizi essenziali per la vita delle persone, come la salute o l’istruzione, nonché la possibilità per i cittadini e per le imprese di esercitare la proprie attività sentendo il pubblico come un alleato e non come un ostacolo.
Riformare e liberare le energie dell’amministrazione è una delle sfide più difficili e impegnative che abbiamo davanti, ma certamente anche una delle più affascinanti, doverose e urgenti, se davvero vogliamo modernizzare il nostro Paese e garantirgli un futuro di crescita. Perseguire con forza questo grande obiettivo significa infatti cambiare il volto dell’Italia, dal punto di vista dei servizi offerti ai cittadini, dei diritti che sono loro riconosciuti e dei doveri che ciascuno ha nei confronti degli altri. Non è infatti un caso se in Italia le “grandi riforme” sono nate quasi sempre come riforme amministrative.

Una grande missione nazionale
Ecco perché sentiamo questa come una grande missione nazionale, per la quale chiediamo la collaborazione di tutti: chi si rivolge all’amministrazione come utente, chi opera al suo interno e chi ne studia le evoluzioni e i modelli operativi.
Vogliamo un’amministrazione che eviti gli sprechi e che utilizzi al meglio le risorse economiche e strumentali di cui dispone, ma anche organizzazioni pubbliche che, per raggiungere tale obiettivo, sappiano premiare sulla base del merito chi lavora al loro interno, garantendo una formazione lungo tutta l’attività lavorativa e adeguate prospettive di crescita professionale. Vogliamo un’amministrazione alla quale i cittadini possano rivolgersi con fiducia ma anche con rispetto, lealtà e correttezza di comportamenti. Vogliamo che chi vi lavora veda riconosciuta l’importanza della propria missione, ma per questo gli chiediamo impegno, professionalità, dedizione e capacità di innovare.
Sappiamo che tutto questo non può essere ottenuto immediatamente e che sono necessari anni di lavoro paziente. E tuttavia crediamo sia nostro dovere di cittadine e cittadini impegnarci da subito con convinzione per questi obiettivi.

Tre priorità per cambiare il volto della PA
Occuparsi di pubbliche amministrazioni significa affrontare un numero elevatissimo di complesse problematiche, tutte estremamente importanti e tutte fra loro in larga misura interdipendenti. Tuttavia, poiché puntiamo ad ottenere risultati concreti, non pretendiamo di avere immediatamente soluzioni per tutto e non vogliamo cadere nella tentazione di scrivere l’ennesimo libro dei sogni. Per questo, abbiamo deciso di individuare, almeno inizialmente, tre filoni di riflessione e discussione, che riteniamo prioritari.

1) Meno politica e più meritocrazia nelle nomine pubbliche
Innanzi tutto, le risorse umane: la qualità della pubblica amministrazione è strettamente legata alle capacità ed all’impegno di chi opera al suo interno. Occorre allora partire da tale fondamentale fattore se se ne vuole cambiare il volto. È necessario che l’accesso alla pubblica amministrazione avvenga attraverso concorsi selettivi e trasparenti, secondo il dettato costituzionale, evitando forme improprie di reclutamento, anche di fronte a situazioni di fatto che sembrino giustificare interventi di tipo emergenziale. È fondamentale che a tutti i dipendenti sia assicurato un percorso formativo mirato lungo tutta la vita lavorativa, per garantirne il costante aggiornamento e per arricchirne il percorso di carriera. È indispensabile introdurre forme indipendenti di valutazione dei dipendenti pubblici, basate su parametri oggettivi, legando ai risultati di tali valutazioni una parte significativa delle retribuzioni nonché l’assunzione di nuove responsabilità. Ed occorre, proprio a tutela dei tantissimi che operano con impegno e dedizione, sanzionare i comportamenti di coloro che invece si nascondono e non lavorano, confidando nell’inefficacia dei controlli e nell’assenza di contromisure.
Perché tutto questo sia possibile, è fondamentale muovere dall’effettiva garanzia di una netta separazione fra la sfera politica e quella dell’amministrazione, lasciando ad ognuna i compiti e le responsabilità che le sono propri e riducendo le zone grigie di reciproca influenza e di conseguente opacità, scarsa trasparenza e quindi irresponsabilità.
In questo quadro, assume un ruolo determinante la scelta dei vertici delle amministrazioni e degli enti pubblici. Se è vero che in certi casi è giusto attribuire ai responsabili politici che ne risponderanno davanti agli elettori il compito di scegliere chi deve garantire l’attuazione dei loro indirizzi generali guidando la macchina amministrativa, è certo che queste scelte devono avvenire non sulla base di logiche clientelari o di affiliazione politica, ma selezionando i dirigenti più capaci nell’interesse della generalità dei cittadini. Ciò, attraverso procedure assolutamente trasparenti, che ad esempio impongano di pubblicare sul sito web dell’amministrazione interessata i curricula delle persone che si intendono designare e degli altri eventuali concorrenti, così da consentire a tutti di verificarne le capacità e presentare per tempo eventuali osservazioni o candidature alternative.

2) Semplificazioni per cittadini e imprese, guardando al futuro
Una seconda priorità è senza dubbio quella della semplificazione normativa e amministrativa. Occorre infatti ridurre il numero delle regole e farle diventare più chiare e comprensibili. Ed occorre semplificare le procedure, per rendere l’attività delle amministrazioni più rapida ed efficiente, nonché per consentire ai cittadini di rapportarsi con l’amministrazione in modo più trasparente, sentendo di avere di fronte un alleato pronto ad aiutare piuttosto che, come a volte accade, un intralcio o un fardello pesante da sopportare. Si deve quindi proseguire con decisione con le politiche dell’e-government, premiando le amministrazioni più innovative e capaci di migliori pratiche. Tutto questo, trasformando le pubbliche amministrazioni in un laboratorio di idee, e facendone un modello di eccellenza anche nella sperimentazione di quello che vogliamo proporre per il nostro futuro, ad esempio cominciando ad incentivare l’introduzione di forme di organizzazione del lavoro e di consumo sostenibili e solidali.

3) Un’amministrazione davvero europea
La terza priorità è quella che deve portare definitivamente la nostra amministrazione in Europa. O meglio, dare a tutti cittadini e operatori- la consapevolezza che ormai l’orizzonte si è fatto più ampio, ed è dunque con esso che insieme dobbiamo fare i conti. Le nostre amministrazioni devono conoscere ed applicare la normativa comunitaria ed insieme essere in grado di erogare servizi sulla base di standard realmente europei. La cooperazione amministrativa, riconosciuta come fondante dal Trattato di Lisbona firmato il 13 dicembre 2007, dovrà portare ad un sempre più frequente scambio di informazioni ed esperienze fra le amministrazioni dei Paesi membri. Dovrà allora divenire normale, ad esempio, che i nostri funzionari, durante la loro carriera, trascorrano periodi di lavoro in altri paesi europei o abbiano al proprio fianco colleghi da essi provenienti.

Un forum aperto al contributo di tutti, per giungere a scelte condivise
L’obiettivo di costruire un’amministrazione affidabile, competente, aperta all’internazionalizzazione e realmente al servizio del cittadino non può essere considerato il fine di una parte politica contro le altre, la bandiera di un governo contro la sua opposizione, oppure una delle tante azioni naturalmente destinate ad essere rovesciate ad ogni ciclo elettorale. Analogamente a quanto accade per le riforme costituzionali di cui si discute da decenni, ed alle quali la riforma delle amministrazioni è intrinsecamente legata occorre affrontare tali problemi in un’ottica bipartisan, superando la logica da spoils system che nell’ultimo decennio è sembrata prevalere in troppe occasioni, sia con riferimento alla scelta delle persone che delle decisioni organizzative e delle strategie perseguite.
Ecco allora lo spirito in cui intende muoversi questo forum. Esso vuole essere un luogo aperto e qualificato di confronto, elaborazione di idee, scambio di esperienze, ed insieme, così, di maturazione di una passione civile. Un luogo nel quale possano sentirsi a casa propria tutti i cittadini, gli operatori della pubblica amministrazione e gli studiosi, al di là della loro appartenenza politica. Per questo saremo felici di ospitare il contributo anche di persone schierate con forze politiche diverse ed anche avversarie del PD, purché realmente animanti da spirito costruttivo oltre che dalla volontà di rendere migliore e di far progredire la pubblica amministrazione e, così, la nostra democrazia.
Ciò assume naturalmente un’importanza particolare per tutte e tutti coloro che operano all’interno delle pubbliche amministrazioni e che certamente numerosi vorranno prendere parte alle nostre discussioni. A loro chiediamo in particolare di condividere quello che per noi è un corollario necessario dello spirito appena descritto: siamo profondamente convinti che l’impegno politico sia una delle manifestazioni più alte dell’essere cittadini, e ciò vale naturalmente anche per chi opera nelle pubbliche amministrazioni. Tuttavia, sappiamo anche che tale passione, se correttamente intesa, non deve mai influenzare in senso partigiano l’attività dei funzionari pubblici, ma è al contrario garanzia della capacità di fare proprio e sentire come ancora più stringente il precetto costituzionale in base al quale i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
Giuseppe Busia e Anna Chimenti

Presidente del Forum: AVV. Giuseppe Busia


E' attualmente Direttore della Conferenza Stato-Regioni e Segretario della Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie locali, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.nonché componente della Commissione paritetica Stato-Regione Sardegna.
Dirigente dei ruoli dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ne ha fra l’altro diretto il Servizio studi ed il Dipartimento Comunicazioni e Reti telematiche. È stato altresì Vice Capo di Gabinetto presso il Ministero per i Beni e le attività culturali, ed in precedenza ha guidato l’Ufficio Stampa e poi il Settore Studi del Dipartimento per le Riforme istituzionali della Presidenza del Consiglio.
È stato presiedente e amministratore delegato della Società finanziaria della Regione Sardegna – S.F.I.R.S. s.p.a., società di interesse nazionale, nonché membro Consiglio di Amministrazione della GALSI s.p.a., società per la costruzione del Gasdotto Algeria-Sardegna-Italia.
Dal 1998 al 2005 ha fatto parte - in rappresentanza dell’Italia - dell’Autorità di controllo comune istituita dalla Convenzione Europol, divenendo presidente del relativo Comitato di Appello dal 2003 al 2005, nonché, a partire dal 2001, dell’Autorità di controllo comune prevista dalla Convenzione sull’uso dell’informatica nel settore doganale, della quale è stato anche vicepresidente (fino al 2005).
Laureato in giurisprudenza con lode presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ha conseguito, fra l’altro, il dottorato di ricerca in Teoria dello Stato e istituzioni politiche comparate (Università di Roma “La Sapienza”, il dottorato di ricerca in Diritto dell’economia (Università di Foggia), il diploma di secondo livello della Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo e quello dell’Académie Internationale de Droit Constitutionnel di Tunisi, nonché seguito i corsi dei Master in Law e in Private and Public Administration della New York University. Prima della laurea aveva frequentato i corsi della Facultad de Derecho e Facultad de Ciencias Politicas dell'Università Cattolica di Buenos Aires (Argentina).
Ha avuto incarichi di insegnamento presso diverse università: Roma “La Sapienza” (dove ha fra l’altro insegnato presso il Master in Istituzioni parlamentari europee e Storia costituzionale ed il Master in Organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione), Roma “Tor Vergata”, (Master in Ingegneria per le Pubbliche Amministrazioni), Roma Tre, Luiss Guido Carli, e Foggia, nonché presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze, la Scuola Superiore di Polizia ed il Formez. È autore di diverse pubblicazioni di carattere scientifico.
Avvocato, giornalista pubblicista, a partire dal 1993 ha collaborato continuativamente il Sole 24 Ore , e diverse riviste dello stesso Gruppo editoriale nonché con Radio 24..

Presidenti:


Avv. Giuseppe Busia

Prof.ssa Anna Chimenti

Coordinatrici


Dott.ssa Alessandra De Santis

Dott.ssa Alessandra Dell’Olmo


Comitato degli Esperti

Presidente del Comitato degli esperti
Prof. Alessandro Pajno
Consigliere di Stato

Prof. Michele Ainis
Università Roma Tre

Prof. Vittorio Angiolini
Università Statale di Milano

Prof. Marco Cammelli
Università di Bologna

Prof. Robert Leonardi
London School of Economics

Prof. Bernardo Giorgio Mattarella
Università di Siena

Prof. Stefano Micossi
Direttore Generale Assonime
Università di Brouges

Prof. Tiziano Onesti
Università di Roma Tre
Economia Aziendale

Prof.ssa Valeria Termini
Direttore Scuola Superiore della Pubblica amministrazione

Prof. Maurizio Viroli
Professor of Science of Politics
Princeton University New Jersey

Prof. Alberto Zito
Univiseriità di Teramo, Scuola Superiore Pubblica Amministrazione,

Antonio Zucaro

Redazione


Prof. Antonio Colavecchio
Università di Foggia

Dott. Francesco Grosso

Prof.ssa Simona Milio
(London School of Economics)

Avv. Francesco Sacco
(Luiss Guido Carli)

Avv. Rosa Sciatta
(Università di Foggia)

Avv. Vania Talienti