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Il merito nella PA... che non resti una chimera!

contributo inviato da Dagmar il 4 aprile 2008

Se parliamo di meritocrazia negli enti pubblici e di alzare il livello di qualità dei servizi nella PA... va ricordato un meccanismo insostenibile e dannoso che frena il vero impegno di molti lavoratori validi nella PA.

Per chi vorrebbe "fare carriera" ed è ritenuto "meritevole", da contratto nazionale degli enti locali, nei comuni vige la norma che la progressione verticale porti il lavoratore nel livello economico iniziale della nuova categoria giuridica: per esempio da C3 a D1. (al contrario, nella sanità non è così: si conserva il livello economico passando da C3 in D3). Naturalmente si deve sostenere un concorso per questo salto di carriera. Naturalmente si sarà investito di ulteriori e maggiori responsabilità e di compiti più complessi. E naturalmente si guadagna di più….?!

No, non è affatto così! Si guadagnerebbe addirittura di meno se non ci fosse una clausola di salvaguardia nel contratto nazionale che fa mantenere la retribuzione di partenza fino all’assorbimento in occasione di ulteriori progressioni orizzontali verso livelli economici superiori nel nuovo livello giuridico. Ciò significa che il lavoratore che ha fatto "carriera" si trova  a svolgere mansioni superiori ma si tiene lo stipendio di prima per molti anni ancora. Finché non riesce a superarlo nel nuovo livello giuridico attraverso le eventuali future progressioni orizzontali cosa che può richiedere anche più di 10 anni di attesa.

Questo è materia sindacale? Ma è anche materia estremamente politica! E' la negazione di tutto quello che noi della sinistra dichiariamo da anni. E’ un piccolo esempio di un grande malanno dell’Italia.

Perché non ci deve finalmente essere la possibilità di differenziazione seria delle retribuzioni (magari in base al curriculum professionale! e alla “resa” lavorativa)? Non è sostenibile che i Comuni debbano pagare tutti alla stessa maniera: pochissimo chi da il massimo perché non è giusto pagare molto chi non fa nulla e lo fa pure male?? In questa maniera si vanifica ogni qualsiasi sforzo di seria incentivazione del lavoratore pubblico.

Parliamo dunque anche delle retribuzioni comunali (notoriamente il fanalino di coda fra tutte le retribuzioni della PA). Non possiamo chiamare "miseria" uno stipendio operaio di 1000-1200 € nette quando un lavoratore comunale, qualificato, impegnato e di “alta produttività” in categoria C (categoria media per un comune di 14.000 ab.) dopo più di 25 anni di servizio ha proprio questo stipendio?

Inoltre, per completare il quadro dei meccanismi perversi: il fondo comunale da cui attualmente si prendono fra altro i possibili "incentivi" per il lavoratore comunale come la produttività e gli aumenti (irrisori) per le progressioni orizzontali (livelli economici) non viene integrato ai comuni ma si esaurisce inesorabilmente ogni anno tanto da demotivare persino la contrattazione decentrata.

In questa maniera non dobbiamo meravigliarci che

-          il dipendente pubblico - se qualificato, con spirito di iniziativa e voglia di impegno – sfrutta la prima occasione per fuggire nel privato dove ha almeno la possibilità di guadagnare un domani di più.

-          chi non vuole impegnarsi più di tanto o chi non è particolarmente qualificato si da volentieri alla caccia del posto pubblico - meno pagato ma sicuro, visti i tempi che corrono - a danno della qualità del servizio e quindi della cittadinanza

-          il professionista serio nel pubblico impiego - con la carriera incollata e la “sfortuna” di non poter svolgere la professione nel privato (p.e. un bibliotecario) - dopo un po’ è facile che smetta di impegnarsi.

Questi esempi possono contribuire a comprendere forse meglio un diffuso sentimento di abbandono da parte di quei pubblici dipendenti (soprattutto dei Comuni, che hanno le retribuzioni più basse) che lavorano seriamente e che non possono mai sperare di poter trarre dal proprio impegno un miglioramento economico apprezzabile che li possa portare oltre la soglia della preoccupazione.

Penso che non potremo mai porre rimedio al clientelismo se non mettiamo mano anche a questo squilibrio. Penso che la meritocrazia rimarrà parola morta se non si riesce a creare dei veri incentivi ai lavoratori pubblici più preparati e produttivi. Penso che sia proprio ora il momento di parlare anche di questo, quando ancora una volta, da sinistra,  ci vogliamo impegnare a rivoltare questo paese, prima che sia troppo tardi….


commenti:


commento di   xiaobu003 inviato il 11 dicembre 2010
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commento di   xiaobu003 inviato il 11 dicembre 2010
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4 aprile 2008
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