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SOS P.A.

contributo inviato da Antonino Leone il 13 febbraio 2009

L’impegno che ho dedicato al blog è stato occupato in massima parte dai problemi dell’organizzazione e del cambiamento della Pubblica Amministrazione. Pur con i miei limiti di tempo e conoscenza e con la collaborazione di alcuni amici che si sono uniti con i loro consigli, suggerimenti e commenti ho cercato di rappresentare, spero bene, il dibattito e l’interesse verso la gestione dei servizi pubblici. Ho pensato di realizzare una raccolta dei post pubblicati completata dalla presentazione di Silvano Del Lungo, Presidente della Società Studio Staff, e dalle conclusioni di Donata Gottardi, parlamentare europeo. Ringrazio affettuosamente Silvano Del Lungo e Donata Gottardi per il loro sostegno e per la disponibilità espressa e provvedo a pubblicare i loro scritti e ad allegare la raccolta.
“Mi sono avvicinato a questo sito nello stesso periodo in cui mi sono anche avvicinato al sito della Funzione Pubblica ed in particolare al forum che lo accompagna e nel quale sono ripetutamente intervenuto.
Su richiesta di Antonino Leone, ho dato un contributo a chiarire che cosa tecnicamente sia sotto il profilo psicologico e sociologico il problema dell’assenteismo e, sempre su sua richiesta cerco qui di presentare le mie impressioni sul sito, sugli articoli, sui post che accoglie e soprattutto sulla sua impostazione e gestione.
Dacché l’ho conosciuto ho percepito questo sito come una sorta di contro canto, intelligente, ragionato ed equilibrato al canto del sito e soprattutto del forum del Ministro Brunetta.
Oltretutto - per quanto abbia io visto - questo sito mi sembra l’unica voce seria e presente e dialogante sul web di ispirazione prossima al Partito Democratico.
Premetto che a mio avviso Brunetta ha toccato e portato avanti un problema reale - quello dell’efficienza della Pubblica Amministrazione - ed ha ottenuto attraverso la comunicazione sul web anche chiari effetti sull’assenteismo. Non condivido invece lo stato di abbandono in cui ha lasciato il forum che pure ha tanti spunti interessanti che andrebbero raccolti, interpretati, orientati costruttivamente, integrati con contributi sollecitati organizzati, fatto crescere insomma anziché abbandonato ai piagnistei dei pubblici impiegati sofferenti o anche ai contributi mediamente assai più interessanti di interinali e precari pubblici e di qualche raro estraneo alla Pubblica Amministrazione.
Fatta questa premessa devo affermare che, invece, questo sito - guidato da Antonino Leone, Responsabile di Processo della Sede Provinciale I.N.P.S. di Verona - appare un sito di dibattito libero, ma anche governato e governato per rispondere in modo costruttivo e cooperante al Ministro Renato Brunetta.
Io sono un vecchio (vecchio, perché ho 78 anni) osservatore e conoscitore di aziende private, pubbliche e della Pubblica Amministrazione (conoscitore, perché da oltre cinquanta anni faccio il consulente di Direzione e Organizzazione).
Bene, voglio dire che cosa soprattutto mi ha colpito di questo sito.”
Silvano Del Lungo
“L’insieme dei documenti raccolti copre un arco di sei mesi di dibattito in rete, sei mesi a scavalco del cambio di Governo, a segnalare come le questioni aperte - e che riguardano in particolare alcuni settori della pubblica amministrazione - siano molto più articolate e complesse di quanto non sia apparso sui media con la sovraesposizione del ministro Brunetta, fustigatore dei fannulloni.
Letti oggi gli interventi fanno davvero impressione. Danno la misura della distanza tra un approccio riflessivo e riformatore e il tentativo di colpire in superficie, contando sulla voracità con cui assorbiamo le notizie, abbiamo costante bisogno di novità, non procediamo per assestamenti equilibrati.
Il dibattito prende avvio a metà marzo con una analisi di caso: la sede Inps di Verona, inserita all’interno del più generale quadro dei cambiamenti in atto nell’istituto e nel settore.
E questo già consente di introdurre il primo distinguo: non si può trattare la pubblica amministrazione come fosse un insieme unitario. Non a caso anche la contrattazione collettiva è distinta per comparti, che presentano caratteristiche ben diverse per dimensioni, per vincoli, per attività, … E poi si dovrebbe passare a tener conto delle differenze dei territori e delle sedi. Ed è questo il messaggio, nemmeno indiretto, della riflessione di apertura, in cui si parla dei progetti che hanno consentito alla sede provinciale di Verona di raggiungere i vertici dell’efficienza.
Il secondo riguarda la conoscenza e l’informatizzazione. Cosa serve realmente a una cittadina e a un cittadino? Serve sicuramente la presenza fisica di un operatore disponibile e attento a fornire risposte utili, ma anche accesso on line, pratiche semplici, moduli semplificati.
Questo dalla parte dell’utenza, ma conoscenza, valorizzazione delle persone, utilizzo delle nuove tecnologie è quanto serve allo stesso cambiamento normativo e organizzativo, come ben messo in evidenza nell’intervento degli inizi di luglio. Ma può essere funzionale a realizzare cambiamenti anche nelle stesse modalità della prestazione di lavoro, come dimostrano le sperimentazioni di telelavoro, ancora peraltro confinate ai margini. E sarebbe interessante cercare di indagarne in profondità i motivi.
Ed è così che si coglie appieno la distanza che separa gli interventi per slogan, destinati a colpire la fantasia e gli umori delle persone, da quelli di rigorosa e costante attenzione, che non si allontanano dagli obiettivi e dalle esigenze concrete, individuando le cause ‘del malfunzionamento della macchina pubblica’ e i possibili rimedi. L’attenzione a quel punto si sposta sul versante della valutazione e della trasparenza, con tutti gli strumenti a disposizione, da quelli della contrattazione collettiva a quelli che ridefiniscono il ruolo cardine dei dirigenti.
Credo che la lettura dei testi e dei commenti consenta di arrivare a toccare una delle questioni centrali: l’esigenza di semplificazione deve saldarsi con la conoscenza della complessità. Non esiste una unica cifra su cui costruire le riforme, così come non si può pensare che ad ogni cambio di governo si debba ricostruire tutto, come se si ripartisse sempre da zero.
Aggiungo che il tema dei servizi è al centro da tempo delle istituzioni europee, soprattutto a partire dal braccio di ferro del Parlamento europeo sulla direttiva relativa alla liberalizzazione dei servizi. Attualmente siamo in una fase che definirei di stallo, arenati di fronte alle difficoltà di individuare e regolare i servizi di interesse generale e gli intrecci tra pubblico e privato. Non a caso il tema delle esternalizzazioni è un altro dei punti cardine che pervade i documenti qui presentati ed è uno di quelli destinati a riaprirsi, ora che l’intervento dello Stato nell’economia sta aprendosi – confusamente – a nuovi orizzonti.
Il problema delle riforme necessarie per rendere efficiente la pubblica amministrazione riguarda direttamente quel Patto di stabilità e crescita che tanto ci ha aiutato a rimettere in asse il nostro bilancio e che troppo spesso, nel nostro Paese, è visto come tecnicalità oppressiva e non come impegno a guardare al futuro, a un modello di sviluppo sostenibile per noi oggi e per le future generazioni.”
Donata Gottardi
Raccolta SOS P.A.
Il cambiamento nelle Pubbliche Amministrazioni

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13 febbraio 2009
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